COSE BOVE DAL MONDO
Per rinfrancar lo spirito tra un blog e l'altro

28 agosto 2003

Ancora qui!

Ci siam detti "ma che torniamo a fare?", così partiremo domani.

Stamattina scena orrenda al parco giochi. "Lui gli ha detto 'figlio di puttana'! Ecco perché gli ha dato il pugno! Mio figlio non da' pugni senza motivo!". Aguzzo subito occhi ed orecchie: due coppie di genitori che litigano furiosamente. Il figlio circa dodicenne dei primi (coppia A) avrebbe dato un pugno al figlio (apparentemente coetaneo) dei secondi (coppia B). Scambio di accuse ferocissimo, "gli insegni l'educazione!", "gliela insegni lei! mica si danno pugni così facilmente", perfino un "se permette io non sono una puttana!", strillato dalla madre A (tipico esempio di "excusatio non petita"...), mentre si allontana trascinata via dal marito A.

Sono praticamente fuori dal recinto del parco giochi, quando lei deve sentire il "perché io adesso do' un calcio in culo sia a lei che al marito!" pronunciato dal marito B alla moglie B, ed eccola prorompere in un fragoroso "il calcio in culo lo da a sua madre!!", che fa voltare cinquanta persone, in un silenzio glaciale. "Dai, vieni qui! Vieni qui!", la invita bellicosamente il marito A, mentre la moglie A cerca di calmarlo. Mentre mi passano davanti, parlottando furiosamente, lo sento sbottare "ma come! al posto di essere dalla mia parte, sei dalla loro?!?".

Intanto i due colpevoli, in un angolo, osservavano l'indecorosa gazzarra. Un po' schifati, mi è sembrato.

plink |

27 agosto 2003

Si torna

Domani, ahimé, si torna a casa. Qui c'è ancora una incredibile marea di gente, e fa ancora un caldo assolutamente anomalo per il periodo in cui siamo: fine agosto ha sempre significato serate in maglione e notti con coperte di lana. A Milano mi dicono sia ancora caldo, ma non asfissiante come qualche settimana fa. Speriamo sia davvero l'ultimo colpo di coda di ques'estate orrenda, da dimenticare.

Insomma, si torna a casa, BUAHAHHAAH!

plink |

26 agosto 2003

Genitori snaturati...

...quelli che fan di tutto per far nascere artificiosamente nel proprio figlio, fin dalla più tenera età, la stessa passione per il proprio sport preferito.
Che squallore. Insomma, lasciate che il bambino segua i propri istinti! Perché, perché forzare la natura di un esserino così innocente?
Puah, non li capirò mai.



plink |

23 agosto 2003

Maledetta estate

Un po' passatello, ma ho dovuto trovare il tempo e la voglia di trascriverlo: sul Corriere di ieri un grande, grandissimo articolo di Francesco Merlo. Un vero "must" per chiunque non veda l'ora che si torni finalmente ad assaporare i piaceri dell'inverno (il rientro in casa mentre fuori piove, i guanti di lana, il cotechino con le lenticchie, l'angolo calduccio del letto).

plink |

22 agosto 2003

Che bello...

Sei in montagna, l'aria è pura e cristallina, può forse non esserlo l'acqua della fontanella del parco giochi? Così lasci bere tuo figlio, felice, sereno, e pensi con schifo all'acqua clorata di quella schifosa metropoli padana nella quale tra qualche giorno dovrai tornare.



Ecco come ci ha accolto di botto, un bel mattino di qualche giorno fa, la stessa fontanella della foto sopra:



Mi vien voglia di andare dal sindaco e fare una piazzata.

plink |

20 agosto 2003

Colletto rialzato - parte 2

Stamattina mi sono armato di macchina fotografica, desideroso di documentare il fenomeno.

Ecco il primo, un bellissimo esemplare dotato di scarpa snella e sgusciante alla Carl Lewis. Non si vedono purtroppo gli occhiali da sole modello Morgan dei Blu Vertigo, la legge sulla privacy mi vieta riprese frontali.



Il secondo è un padre con bambino, il quale stranamente ha il colletto abbassato; immagino le liti al mattino prima di uscire: "Alzalo!" "NO!" "Ma non vedi che sembri un chierichetto? Cosa vuoi fare, il perfettino?" "HO DETTO CHE NON LO ALZO!".
Notare, come per il primo esemplare, l'assoluta mancanza di calze in vista (troppa stoffa attorno al collo va controbilanciata con assenza totale attorno alla caviglia).



E per finire, un'accoppiata da applauso: colletto rialzato + maglione annodato sulle spalle, standing ovation e uscite plurime sul palco. Temo per la sorte dell'infante in passeggino (sarà sicuramente il primo a sperimentare la maglietta al contrario).



plink |

19 agosto 2003

Colletto rialzato

Me n'ero già accorto a casa, ma qui in montagna ho avuto la conferma definitiva:

IL VERO FIGO PORTA IL COLLETTO DELLA POLO RIALZATO.

Se tu vedi per strada un tizio in pantaloni pinocchietto e scarpe da ginnastica smilzissime da centometrista, puoi star certo che, se la maglietta è una polo, il colletto è rialzato. Non ci piove. Può forse avere un paio di jeans rossi, al posto dei pinocchietto, e delle ciabatte in pelle con un cilindro per infilarvi l'allucione, al posto delle babbucce da corsa. Ma se ha la polo, il colletto E' RIALZATO!!!

Come diavolo fanno a nascere mode del genere? I divi del pallone, scommetto che sono loro i responsabili. Un paio di interviste a Vieri appena fuori dallo spogliatoio, fresco di doccia, in cui si era sbadatamente dimenticato di abbassare il colletto, ed è fatta.

Io aspetto, come un bonzo, che si affermi la moda che da tempo vado vaticinando: la maglietta al contrario. Quando finalmente vedrò una foto di Briatore in Sardegna con la cucitura in bella evidenza sulle spalle della sua tshirt, potrò morire soddisfatto.

plink |

18 agosto 2003

La Sfiga Delle Macchine mi perseguita

I nonni (e mio fratello) dovevano ripartire ieri sera, verso le dieci e un quarto. Ciao, ciao, baci, baci, ci vediamo, buon viaggio... mio fratello mette in moto, e "ciouuuhn". Batteria a terra.
La macchina era parcheggiata sotto casa, all'estrema sinistra del parcheggio: pochissimo spazio a sinistra, una macchina parcheggiata a destra, di un tale che non era in casa (e quindi non poteva scendere a spostarla). Bisogna dire che la macchina è una Fiat Punto col cambio automatico, dotata della caratteristica seguente: quando il motore è spento, non si riesce a togliere la chiave se non si mette il cambio nella posizione "Parcheggio" (= quattro ruote bloccate). Per metterla in folle, bisogna PER FORZA riavviare il motore. Se il motore non si riavvia, la macchina rimane con le quattro ruote bloccate. Non c'è verso di smuoverla. Ci sarebbe bastato spostarla di qualche metro in modo da poterle affiancare la mia, con la quale avremmo riavviato il motore collegando le batterie in parallelo (io avevo i cavi, pensavo fortunatamente).

Ricerca sul libretto d'istruzioni di una qualche procedura per sbloccare il cambio in caso di batteria a terra: il libretto di istruzioni NON E' quello della Punto col cambio automatico. Mio fratello: "Sì, è vero, ricordo che mi avevano detto che me l'avrebbero inviato in seguito. Mai arrivato". Per fortuna la macchina ha solo due anni di vita, e ricade ancora al di sotto dell'ombrello dell'assistenza "Targa", gratuita per i primi tre anni. Telefoniamo, sperando che qualcuno ci sappia dire come fare per sbloccare il cazzutissimo cambio. Ci mettono in contatto con l'officina di assistenza Fiat di Pont Saint-Martin, il paese all'imbocco della valle. Il meccanico dice "Non c'è una mazza da fare, se la batteria è a terra non si può sbloccare il cambio". Gli diciamo "Senta, proviamo ad affiancare un'altra macchina: nel caso la richiamiamo".

Vado dunque a prendere la mia macchina: dopo venti minuti di manovre millimetriche, e lo spostamento di una panchina in marmo del peso di almeno cento chili, riusciamo ad affiancare la mia macchina alla defunta. "Come cazzo si collegano i cavi?", mai che ce lo si ricordi con esattezza. "Dovrebbe essere il + con il +, poi il - con il -, indi si mette in moto la donante e poi si tenta di avviare la ricevente". Proviamo, il quadro della defunta si illumina, ma non si avvia manco piangendo: un singolo "ciouhhh" e stop.

Proviamo ad attendere qualche minuto: stesso risultato. Andiamo a consultare il libretto di istruzioni, che dice "NON COLLEGARE IL - COL -, ma collegare il - della donante al blocco motore o ad un supporto dello stesso nella ricevente". "Ecco perché non andava!", eseguiamo, stesso identico risultato. Ci rassegnamo e chiamiamo il meccanico, che sentenzia "Probabilmente il ponte non è sufficientemente potente, arrivo in venti minuti e la riavvio io. Venitemi ad attendere al benzinaio dopo la Weismatten".

"Il ponte non è sufficientemente potente... che avrà voluto dire?" "Probabilmente la sezione dei cavi è troppo sottile, quindi i tuoi cavi fanno cagare". Prima di scollegare i cavi riusciamo, sfruttando un "ciouhhh", a mettere il cambio in folle. Spediamo i genitori in casa, ed io e mio fratello ci fiondiamo dal benzinaio, attendendo il carro attrezzi. Il quale arriva dopo cinquantasette minuti esatti (oramai mezzanotte): gli facciamo strada, poi quando arriviamo vicino a casa mi fermo, scendo e gli dico "Ecco, la macchina sarebbe là dietro, però col camion lei non ci arriva... ha il coso portatile per riavviare le batterie, vero?" "No che non ce l'ho! non ci arrivo col camion? ma scusate, e allora cosa mi avete chiamato a fare?!?". Mi trattengo dal rispondergli "Scusi, chi dovevamo chiamare, Suor Germana?", e gli dico "Ok, allora vada almeno fin là, spingeremo la macchina a mano fino al suo camion".
A margine: mentre dico questo, a mio fratello cade il cellulare di tasca, che finisce per metà in una pozzanghera.

Torniamo alla macchina, la spingiamo fino al camion, colleghiamo i cavi, la macchina parte al primo colpo. Il meccanico "Bene, però secondo me è meglio se venite giù con me in officina e cambiamo subito la batteria, così non rischiate". "Va bene, il tempo di andare a chiamare i miei e la seguiamo". Vado a chiamare i miei, nel frattempo risaliti a casa, li risaluto, li ribacio, faccio ciao con la mano, il camion parte, mio fratello preme l'acceleratore ed il motore si rispegne. Corro nel buio centrando in pieno una pozzanghera (non la stessa del cellulare), dò una manata sulla portiera lato meccanico e faccio segno "pirla, si è fermata di nuovo, dove cacchio vai?". Si ferma, retromarcia, cofano alzato, cavi, si riavvia. Questa volta lascia girare il motore per circa cinque minuti, dopodiché si riprova: parte il camion, parte mio fratello, ma prima di premere l'acceleratore tira su i quattro finestrini elettrici, e gli urlo un "ma che cazzo fai, coglione!" che tramuta i miei genitori in due statue di sale.
Per fortuna la macchina regge l'inutile ciucciata di corrente, l'acceleratore fa il suo dovere, la macchina parte. Resto a guardare i fanalini che si allontanano, ripetendo "adesso si ferma, adesso si ferma, adesso si ferma".

Sono arrivati a Milano alle due e mezza: in compenso non hanno trovato traffico. La mia macchina è destinata a restare ferma qui sotto per altre due settimane, stamattina ho scollegato la batteria.

plink |

15 agosto 2003

Finalmente freschetto...

...e uomini col golfino sulle spalle a volontà! Oggi è davvero il loro trionfo: cielo bigio, arietta che scende dal ghiacciaio... ah, che soddisfazione! Finalmente possono abbandonare i bermuda e avvolgersi nel caldo abbraccio di un bel maglioncino di lana: non indossarlo, no! Ma portarselo in giro sì, pronto alla bisogna, le maniche annodate sul petto a formare un tiepido baluardo contro ogni malanno cattivone.

E' inutile: l'italiano medio è assolutamente incapace di godersi il fresco. Dopo tre mesi di caldo africano, come si può perdersi la prima giornata di tempo davvero piacevole? Va bene, metti se vuoi i pantaloni lunghi! Metti la camicia! Ma perché, PERCHE' il maglioncino sulle spalle! Se hai freddo METTITELO! Ma COSA spinge un adulto di 80 chilogrammi a decidere, prima di uscire di casa: "mh, mi porto dietro un maglioncino, non si sa mai"? Cosa mai può capitare, se non te lo porti?

Ragiona, uomo col golfino sulle spalle: potresti mai prenderti una broncopolmonite per una semplice passeggiata in maniche corte da casa alla piazza del paese e ritorno? Non stai partendo per Punta Dufour, o per la Capanna Margherita: stai andando a prendere il giornale in edicola! Come può non darti fastidio quel coso che ti avviluppa le spalle, sempre pronto a scivolar giù? Non ti senti ridicolo? Un momento, non confondiamo: Gigi Rizzi si annodava la camicia sul petto nudo nella Saint Tropez degli anni '60, e passeggiava con accanto Brigitte Bardot.

Io, per l'occasione, mi sono limitato ad azzardare una t-shirt grigia (e non bianca, come faccio sempre dai 28 gradi in su).

Ah, i nonni sono arrivati, ieri mattina. Alessandro è al settimo cielo, ma mai quanto mia mamma, che non fa altro che ripetere a tutti "guarda la mia pelle: non è bagnata! La mia fronte: asciutta!". Ieri sono partiti da Milano alle cinque del mattino: mio padre era sceso a caricare i bagagli in macchina, e quando è rientrato in casa ha dovuto cambiarsi la camicia, completamente inzuppata di sudore.

plink |

13 agosto 2003

Già lo so

...che la tanto strombazzata calata delle temperature di venerdì si risolverà in un'altra bufala, come lo era stata quella prevista per la fine di luglio. Anche stavolta hanno allertato la protezione civile, tse'. Ci sarà un temporalino di cinque minuti, la solita trombetta d'aria in qualche paese *ate in Brianza, e fine.

Domani arrivano i nonni. Alessandro ha già voluto telefonare tre volte a "onno ino" (Nonno Rino) per dirgli "potta piccia!" (porta la pizza). Per par condicio, altrimenti Enrico si innervosisce, preciso che Anna ha commentato "bah bleah prrrr balbla".
I nonni si beccheranno una Gressoney affollatissima, in cui far la spesa nei tre o quattro negozi disponibili, a qualsiasi ora del giorno, comporta una coda di almeno mezz'ora alla cassa. Il negozio vicino a casa nostra, poi, è il peggiore: tre quarti dei prodotti non ha nessun cartellino del prezzo, in compenso TUTTI i prezzi sono astronomici. Il commesso, figlio della proprietaria, è di una scortesia che rasenta l'handicap fisico: solo dopo alcuni anni di frequentazione del negozio ho scoperto che non era muto come immaginavo. Ok l'ombrosità montanara, ma un paio di sberloni non ci starebbero affatto male... se mi gira, un giorno di questi gli vomito sulle Fontine.

plink |

12 agosto 2003

E'ufficiale

Ebbene sì, fa caldo anche qui. Incredibile. Senza arrivare agli eccessi dell'agosto scorso (quando nevicò sulle alture che circondano il paese), non era mai capitato che la stufetta elettrica rimanesse inutilizzata per più di due giorni di fila.
Al parco giochi, la mattina, leggere il giornale al sole è diventato impossibile. Nel pomeriggio non ne parliamo: per fortuna i bimbi fanno un pisolino fino alle quattro circa...
La cosa che fa più impressione è il Monte Rosa: sarà la suggestione, ma sembra proprio che i ghiacciai si siano ritirati visibilmente. Un paio d'anni di sto clima fetente e la neve sarà un ricordo!

Forse è per questo che qualcuno comincia già a disfarsi dell'attrezzatura sportiva...


plink |

09 agosto 2003

Ma vai a Riccione!



L'ho incrociato anche in seguito, sulla strada verso casa, ed ho tenuto d'occhio le reazioni degli altri passanti. Un cinghiale in tutù rosa avrebbe suscitato meno stupore.

plink |

08 agosto 2003

Innocenti bambini

Sei lì, in un parco giochi, ed osservi tuo figlio, un innocente esserino biondo di poco più di due anni, avvicinarsi alla mucca di legno con l'intento di salirvi sopra. Ti accorgi che un altro innocente esserino castano, di circa tre anni, lo fronteggia con fare minaccioso e col piede fa il gesto di un calcio. Vedi tuo figlio, innocentissimo, girarsi verso di te con un'espressione a metà tra il sorriso e lo stupore.

Ti avvicini all'idilliaca coppia e senti l'innocente castano proferire le parole "bastardo! tu non ci sali qui, bastardo!!!", mentre col piede cerca di colpire di nuovo l'innocente biondino. Il tuo sguardo di padre è immediatamente velato da una coltre rosso sangue. Ti accorgi che, se solo avessi un minimo di autocontrollo in meno, con una pedata gli faresti fare un volo diretto mucca di legno-mucchio di letame. Ti senti sibilare, con tono alla Charles Bronson "tu azzardati a dargli ancora un calcio, che poi vedi".

Torni dalla moglie seduta poco distante, con la sensazione di avere forse esagerato, e ti senti chiedere "cosa hai detto, a quel nanetto schifoso?".
E'bello essere genitori.

plink |

07 agosto 2003

Padre snaturato?

Enrico si lamenta del fatto che non scriva più niente su Anna. "Del piccolo pubblicasti persino le ecografie, e di questa nulla, nisba? Solo svogliati commenti? Andiamo, come seconda figlia sarà sempre svantaggiata perchè non potrai raccontare le cose che farà (non ci sarà mai un intervento per lei dal titolo "poccio?") avendole già fatte tuo figlio, dai un po' di soddisfazione anche a lei. E che cazzo, lo so come si sentono i secondi figli da grandi... Quella a vent'anni ti viene a chiedere conto del perchè di tutti quei messaggi sul fratello e lei niente, e scapperà con un torero spagnolo.".



Non è vero, non la sto discriminando! Che cosa potrei mai scrivere di una bambinetta di tre mesi che non fa altro che dormire e mangiare tutto il giorno? Se avessi avuto il blog attivo nei primi mesi di Alessandro, avrei scritto le stesse cose (ovvero niente)! Superato il primo traguardo del sorriso, che altro resta da dire? A quest' età i bambini progrediscono velocemente ma nel contempo lentissimamente. Il prossimo gradino da superare sarà il primo dentino, poi si andrà al momento in cui riuscirà a stare seduta reggendosi da sola... ma nel frattempo non sono altro che cacche, poppate, pianti e ronfate.

A proposito, quanto guadagnerà un torero spagnolo? Più o meno di un "sottohoco"?

plink |

06 agosto 2003

Piove!

Qui a Gressoney c'è un gruppo di ragazzi che organizza, tutte le mattine ed i pomeriggi estivi, una serie di attività per bambini dai 3 anni in su (passeggiate, pasticci con la plastilina, minirecite...). Quelli più piccoli possono giocare tutti insieme in un recinto in cui si trovano diverse bagatelle "per bambini", senza però nessuna animazione da parte dei ragazzi: i genitori devono continuare ad accudirli. Ecco Alessandro mentre pastrugna col pennarello un cartellone.



Stamattina ad un certo punto sono cadute TRE gocce di pioggia: in men che non si dica, PANICO NEL RECINTO. Nonostante si vedesse che erano chiaramente gocce momentanee (il sole non se n'è andato nemmeno un istante), ho sentito mamme urlare "GIANNI! PIOVE! VAI SOTTO LA TENDA!", "LUIGI! METTI IL CAPPELLO!", "GIORGIA! ANDIAMO A CASA!". Sono queste le cose che mi fanno vergognare di essere italiano, altro che Berlusconi e storielle sui kapò!

plink |

05 agosto 2003

L'uomo Col Golfino Sulle Spalle

Certo che anche qui il caldo non scherza affatto. Non ricordo di aver mai trovato un agosto così da che vengo qui: certo, di notte si dorme sempre con la coperta, ma di giorno non appena si ferma il vento bisogna affrettarsi a cercare l'ombra.

Ieri pomeriggio sono cadute due gocce, e subito dopo l'asfalto rovente ha restituito tutto, sotto forma di uno strato di umidità paurosa che rimaneva abbarbicata alle strade. Ebbene, come funghi ecco subito spuntare decide di UCGSS, i famigerati Uomini Col Golfino Sulle Spalle, curiosi individui che io ho sempre visto solo in Italia. All'estero il golfino o non esiste, o lo si indossa: nessuno se lo porta sulle spalle, in previsione di chissà quale cataclisma atmosferico.
Io pedalavo alla ricerca di un idraulico (dovevo sostituire due tubicini di un lavandino, oramai corrosi dal tempo), in t-shirt e pantaloncini, e sudavo come una bestia. Gli UCGSS sudavano anche loro, le maniche del golfino ben abbarbicate al collo.

Ho anche rivisto il tizio del gilet di pile che avevo incontrato ieri al parco giochi: il gilet questa volta era ovviamente allacciato. Non deve aver letto sulle mie labbra il "povero pirla" che mi sono lasciato sfuggire mentre lo incrociavo...

plink |

04 agosto 2003

Paradiso

Alessandro si diverte come un matto: è perfino riuscito a superare il temibile ponte di corda, spauracchio che solo un mese fa lo faceva tremare.



Il clima resta ideale: il sole picchia, di giorno si toccano i 27 gradi circa, ma un fresco venticello evita qualsiasi rischio-sudore. Ciononostante, ieri mattina al parco giochi, ho potuto godere dello spettacolo di un padre con pantaloni lunghi, camicia e GILET IN PILE. Dopo circa mezz'ora il gilet era sparito, e si era rimboccato i pantaloni fin sopra la coscia. Non deve aver letto sulle mie labbra il "bravo, pirla" che mi sono lasciato sfuggire mentre lo fissavo...

plink |

02 agosto 2003

Civiltà

Eccoci in montagna, finalmente! Sono le nove di sera e siamo in casa con le finestre *chiuse*.
Vado qui, sul sito che a casa consulto tremebondo tutti i giorni, e leggo "farà ancora molto caldo, con massime in pianura ben superiori ai 30 gradi, e con punte sino a 35-36°C tra Lunedì e Martedì, specie sulla bassa e nelle aree urbane"...

Poi esco sul balcone, leggo il termometro...



...e calde lacrime di gioia ruscellano lungo le mie gote...

plink |

01 agosto 2003

Partenza!
Domani finalmente si parte! Tappa a Luino, per raccattare bimbi e moglie, poi sparati qui:


(E' l'immagine di una webcam, quindi varia di ora in ora).

Non vedo l'ora di scrivere il primo post con il plaid sulle gambe :-)

plink |