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30 aprile 2003
Aggiornamento
Beh, che dire? Alla fine, paradossalmente, è stato tutto molto semplice. Visto che la bambina non si decideva a voler nascere, sabato scorso durante l'ultima visita di controllo la ginecologa ha deciso che era giunto il momento di indurre le contrazioni. Quindi ricovero immediato, una manciata di esami al mattino ed al pomeriggio, alle tre, prima applicazione del famigerato "gel alle prostaglandine", che a quanto pare (e non ho motivi per dubitarne :) sono le sostanze responsabili dello scatenarsi delle contrazioni. Non è successo niente per sei ore, quindi alle nove di sera seconda applicazione di gel.
Sono tornato a casa, convinto di avere davanti a me una lunga e placida notte... quand'ecco che, alle dieci, mi telefona mia moglie con tono vagamente allarmato. "Guarda che mi sa che nasce presto, sono cominciate le contrazioni..." "Ma mi faccia il piacere!", ho replicato, alla Totò, osteggiando una sicurezza granitica. Un po' di televisione, un po' di lettura... quand'ecco che improvvisamente risquilla il telefono. "Buonasera, è l'ospedale, venga perché sua moglie è in sala parto". Mi vesto, con celerità ma senza troppo affanno (per Alessandro mi chiamarono alle quattro del mattino, e nacque alle sette e mezza), inforco la macchina e pedalo fino all'ospedale, dove arrivo all'una ed un quarto. Mi dirigo verso le sale parto e chiedo, ostendando grande calma e sangue freddo:
"Buonasera, cerco mia moglie... ma non dev'essere qui, non sento urlare, ahr ahr!". "Ah, sì, sua moglie è qui, entri". Entro, e l'ostetrica immediatamente mi congela: "Meno male che è arrivato in tempo! Temevamo non ce la facesse!""Ma... ma... ma come? Non mi dica che si vede già la testa!" (ricordo che vidi la testa di Alessandro verso le sei e mezza) "Certo! Sta per nascere!" ed in quel momento mia moglie attacca ad urlare, in concomitanza con una contrazione.
Incomincio istantaneamente a sudare. Per fortuna, dopo meno di un quarto d'ora Anna è nata! Nota drammatica: nell'uscire le si era annodato il cordone ombelicale attorno al collo, quindi era un pochettino rossa in viso. Nel vederla di quel colore mia moglie ha lanciato un grido alla Eleonora Duse: "E'MORTA!!". Ostetrica ed infermiere l'hanno subito tranquillizzata, ed infatti dopo pochi secondi la bambina ha cominciato a piangere.
Sta benissimo, pesa 3.6Kg (come il fratello, ma con due settimane in più di ingrasso alle spalle) ed è lunga 50cm (un centimetro meno del fratello). Mamma e bambina sono a casa da ieri, e devo dire che Alessandro sta reagendo con flemma inaspettata alla perdita della sua condizione di "reuccio della casa". Forse non si rende ancora conto della prima staffilata che la vita gli ha riservato...
E' bruttina, non ci piove. Eppure tutti si affannano a dire "ma è bellissima! è stupenda!", pusillanimi che non sono altro. A me ricorda Mister Magoo.
Beh, che dire? Alla fine, paradossalmente, è stato tutto molto semplice. Visto che la bambina non si decideva a voler nascere, sabato scorso durante l'ultima visita di controllo la ginecologa ha deciso che era giunto il momento di indurre le contrazioni. Quindi ricovero immediato, una manciata di esami al mattino ed al pomeriggio, alle tre, prima applicazione del famigerato "gel alle prostaglandine", che a quanto pare (e non ho motivi per dubitarne :) sono le sostanze responsabili dello scatenarsi delle contrazioni. Non è successo niente per sei ore, quindi alle nove di sera seconda applicazione di gel.
Sono tornato a casa, convinto di avere davanti a me una lunga e placida notte... quand'ecco che, alle dieci, mi telefona mia moglie con tono vagamente allarmato. "Guarda che mi sa che nasce presto, sono cominciate le contrazioni..." "Ma mi faccia il piacere!", ho replicato, alla Totò, osteggiando una sicurezza granitica. Un po' di televisione, un po' di lettura... quand'ecco che improvvisamente risquilla il telefono. "Buonasera, è l'ospedale, venga perché sua moglie è in sala parto". Mi vesto, con celerità ma senza troppo affanno (per Alessandro mi chiamarono alle quattro del mattino, e nacque alle sette e mezza), inforco la macchina e pedalo fino all'ospedale, dove arrivo all'una ed un quarto. Mi dirigo verso le sale parto e chiedo, ostendando grande calma e sangue freddo:
"Buonasera, cerco mia moglie... ma non dev'essere qui, non sento urlare, ahr ahr!". "Ah, sì, sua moglie è qui, entri". Entro, e l'ostetrica immediatamente mi congela: "Meno male che è arrivato in tempo! Temevamo non ce la facesse!""Ma... ma... ma come? Non mi dica che si vede già la testa!" (ricordo che vidi la testa di Alessandro verso le sei e mezza) "Certo! Sta per nascere!" ed in quel momento mia moglie attacca ad urlare, in concomitanza con una contrazione.
Incomincio istantaneamente a sudare. Per fortuna, dopo meno di un quarto d'ora Anna è nata! Nota drammatica: nell'uscire le si era annodato il cordone ombelicale attorno al collo, quindi era un pochettino rossa in viso. Nel vederla di quel colore mia moglie ha lanciato un grido alla Eleonora Duse: "E'MORTA!!". Ostetrica ed infermiere l'hanno subito tranquillizzata, ed infatti dopo pochi secondi la bambina ha cominciato a piangere.
Sta benissimo, pesa 3.6Kg (come il fratello, ma con due settimane in più di ingrasso alle spalle) ed è lunga 50cm (un centimetro meno del fratello). Mamma e bambina sono a casa da ieri, e devo dire che Alessandro sta reagendo con flemma inaspettata alla perdita della sua condizione di "reuccio della casa". Forse non si rende ancora conto della prima staffilata che la vita gli ha riservato...
E' bruttina, non ci piove. Eppure tutti si affannano a dire "ma è bellissima! è stupenda!", pusillanimi che non sono altro. A me ricorda Mister Magoo.
27 aprile 2003
NATA!
Stamattina, all'1:26. Puff, puff, pant, pant! Stanno entrambe benone, mamma e bambina (l'abbiamo chiamata Anna).
Domani qualche dettaglio in più; adesso vado ad incastonarmi nel materasso per almeno una ventina di ore!
Stamattina, all'1:26. Puff, puff, pant, pant! Stanno entrambe benone, mamma e bambina (l'abbiamo chiamata Anna).
Domani qualche dettaglio in più; adesso vado ad incastonarmi nel materasso per almeno una ventina di ore!
23 aprile 2003
La cosa comincia ad andare per le lunghe
Ancora niente. Ancora niente. Ancora niente. Ancora niente.
Ancora niente. Ancora niente. Ancora niente. Ancora niente.
21 aprile 2003
Buon onomastico!
No, stamattina al risveglio ho trovato un libro, e non il fagottino sperato. Mh, meglio così, non ho dovuto cominciare la giornata con un omicidio.
Per la cronaca, siamo al settimo giorno di ritardo. Boh, mi sa che partoriremo una piccola Luciana Turina...
No, stamattina al risveglio ho trovato un libro, e non il fagottino sperato. Mh, meglio così, non ho dovuto cominciare la giornata con un omicidio.
Per la cronaca, siamo al settimo giorno di ritardo. Boh, mi sa che partoriremo una piccola Luciana Turina...
20 aprile 2003
Nihil
Sempre niente. Ancora niente. Tutto tace. Tutto è immoto.
Ma forse... domani è il Lunedì dell'Angelo e, considerando che mi chiamo così, forse mia moglie vuole farmi una sorpresa! In realtà ha già partorito di nascosto una settimana fa, e vuole farmi trovare il fagottino domattina, al risveglio! Che pensiero gentile!
Io l'ammazzo.
Sempre niente. Ancora niente. Tutto tace. Tutto è immoto.
Ma forse... domani è il Lunedì dell'Angelo e, considerando che mi chiamo così, forse mia moglie vuole farmi una sorpresa! In realtà ha già partorito di nascosto una settimana fa, e vuole farmi trovare il fagottino domattina, al risveglio! Che pensiero gentile!
Io l'ammazzo.
19 aprile 2003
Rien
Stamattina secondo monitoraggio. La bambina sguazza che è un piacere, il liquido amniotico è ancora terso ed abbondante. Tutto fermo. Prossimo monitoraggio martedì prossimo.
Robe da matti: stando a questi sarebbe colpa mia!
Se invece leggo qui c'è di che consolarsi: "La gestazione più lunga tra gli animali è quella della salamandra nera: sulle Alpi svizzere, ad altitudini superiori ai 1400 metri, dura fino a 38 mesi; a livelli inferiori, dura circa 25 mesi. Il periodo di gestazione dell'opossum virginiano, al contrario, dura appena otto giorni. Tra i mammiferi, la gravidanza più lunga è quella dell'elefante asiatico, con una media di 609 giorni (oltre 20 mesi) e un massimo di 760 giorni: oltre due volte e mezzo il tempo di gestazione di un essere umano."
Lo sapevo: avrei dovuto sposare un opossum virginiano!
Stamattina secondo monitoraggio. La bambina sguazza che è un piacere, il liquido amniotico è ancora terso ed abbondante. Tutto fermo. Prossimo monitoraggio martedì prossimo.
Robe da matti: stando a questi sarebbe colpa mia!
Se invece leggo qui c'è di che consolarsi: "La gestazione più lunga tra gli animali è quella della salamandra nera: sulle Alpi svizzere, ad altitudini superiori ai 1400 metri, dura fino a 38 mesi; a livelli inferiori, dura circa 25 mesi. Il periodo di gestazione dell'opossum virginiano, al contrario, dura appena otto giorni. Tra i mammiferi, la gravidanza più lunga è quella dell'elefante asiatico, con una media di 609 giorni (oltre 20 mesi) e un massimo di 760 giorni: oltre due volte e mezzo il tempo di gestazione di un essere umano."
Lo sapevo: avrei dovuto sposare un opossum virginiano!
18 aprile 2003
Misfatto
Ieri sono tornato sul luogo del raid in bicicletta del quale avevo parlato qualche giorno fa.
Per la cronaca, ecco quanto i gioiosi operai si sono trovati di fronte il mattino dopo:
Ieri sono tornato sul luogo del raid in bicicletta del quale avevo parlato qualche giorno fa.
Per la cronaca, ecco quanto i gioiosi operai si sono trovati di fronte il mattino dopo:
Nothing
Mi sa che siamo vittime di una specie di "Truman Show". Mi aspetto da un momento all'altro che qualcuno salti fuori da dietro uno specchio, con una telecamera in mano, ed esclami "Scherzone!".
Sto già guardandomi attorno alla ricerca di un buon avvocato divorzista.
Mi sa che siamo vittime di una specie di "Truman Show". Mi aspetto da un momento all'altro che qualcuno salti fuori da dietro uno specchio, con una telecamera in mano, ed esclami "Scherzone!".
Sto già guardandomi attorno alla ricerca di un buon avvocato divorzista.
17 aprile 2003
Nada
La luna piena è arrivata, e niente s'è mosso. Una cappa di delusione densa come gelatina aleggiava stamattina in casa nostra.
Ho però pensato che la poverina necessita di un forte incoraggiamento, così poco prima di uscire di casa per venire in ufficio sbattendo la porta le ho detto che o sforna il pupo entro domenica o divorzio.
E che, è vita questa? Posso vivere in fibrillazione ogni momento della mia vita?
Stanno cominciando a farsi strada le teorie più ardite: sua mamma sostiene che il calcolo fatto dal ginecologo non è corretto, perché prende in considerazione le settimane e non i mesi. La signora delle pulizie ha invece giudicato ad occhio l'"altezza" della pancia, ed è convinta che prima del 25 non si muoverà foglia. I vicini negano addirittura che sia incinta, e che sia semplicemente un po' ingrassata.
Io invece mi sorprendo a fissare con aria pensierosa la ventosa da idraulico...
La luna piena è arrivata, e niente s'è mosso. Una cappa di delusione densa come gelatina aleggiava stamattina in casa nostra.
Ho però pensato che la poverina necessita di un forte incoraggiamento, così poco prima di uscire di casa per venire in ufficio sbattendo la porta le ho detto che o sforna il pupo entro domenica o divorzio.
E che, è vita questa? Posso vivere in fibrillazione ogni momento della mia vita?
Stanno cominciando a farsi strada le teorie più ardite: sua mamma sostiene che il calcolo fatto dal ginecologo non è corretto, perché prende in considerazione le settimane e non i mesi. La signora delle pulizie ha invece giudicato ad occhio l'"altezza" della pancia, ed è convinta che prima del 25 non si muoverà foglia. I vicini negano addirittura che sia incinta, e che sia semplicemente un po' ingrassata.
Io invece mi sorprendo a fissare con aria pensierosa la ventosa da idraulico...
16 aprile 2003
Niente
Tutto tace. Oramai siamo rassegnati a convivere col pancione per almeno altri due o tre mesi. Primo caso di parto durato dodici mesi nella storia delle gravidanze umane.
Eppure il primo era stato così puntuale! Termine il sabato e truck!, sabato mattina acque rotte.
Comincio a far fatica ad addormentarmi.
Forse se sapesse che siamo in dubbio tra Anna e Gervasa si sbrigherebbe... uhm...
Tutto tace. Oramai siamo rassegnati a convivere col pancione per almeno altri due o tre mesi. Primo caso di parto durato dodici mesi nella storia delle gravidanze umane.
Eppure il primo era stato così puntuale! Termine il sabato e truck!, sabato mattina acque rotte.
Comincio a far fatica ad addormentarmi.
Forse se sapesse che siamo in dubbio tra Anna e Gervasa si sbrigherebbe... uhm...
15 aprile 2003
Nulla
Ancora niente. A proposito di nomi: una coppia di nostri quasi-vicini (abitano nella palazzina accanto alla nostra) ha appena sfornato. Luned' scorso, una settimana prima del termine (sì, anche per loro il termine effettivo sarebbe stato ieri), in (attenzione, rullo di tamburi) TRE QUARTI D'ORA. Entrati in ospedale alle sette e mezza, parto alle otto e un quarto. Incredibile. Incredibile. Una vera vergogna.
Ebbene, questi fortunelli hanno chiamato la bambina "Ginevra". Ma... qual era il "secondo" nome, quello nell'accoppiata finale, quello che compare sempre nelle frasi tipo "eravamo incerti fino alla fine tra A e B, poi abbiamo scelto B"? Qual era questo secondo nome?
Gervasa.
Io ancora non ci credo. Sospetto in uno scherzo. Ma, a quanto pare, non avevano affatto l'aria di scherzare, mentre ne parlavano a mia moglie (che, dallo sforzo per mantenere un'espressione imperturbabile, stava partorendo sul momento).
Mi sono subito fiondato su Internet: non esiste praticamente nessuna Gervasa assurta agli onori dell'immortalità digitale, se non una fantomatica "Gervasa Gatti", citata qui in questi termini:
"Gervasa Gatti, arsa il 35 Novembre 1657: aveva posto davanti alla casa del duca Aurelio Peocio uno scorpione masticato perchè peste lo cogliesse."
Volevano dare alla propria bambina il nome di una strega che il 35 novembre tentò di appestare Peocio con uno scorpione masticato, non so se rendo l'idea.
Ma... se Gervasa era arrivata al ballottaggio finale, significa che Gervasa ha vinto N confronti con altrettanti nomi femminili, vero? Quindi, quando vedranno Anna, nei loro cervelli potrebbe farsi strada un pensero simile a "Anna, bleah, uno dei nomi che abbiamo scartato per primo!"...
Ma come l'avrebbero chiamata nella vita di tutti i giorni? Gervy? Gerry?
Ancora niente. A proposito di nomi: una coppia di nostri quasi-vicini (abitano nella palazzina accanto alla nostra) ha appena sfornato. Luned' scorso, una settimana prima del termine (sì, anche per loro il termine effettivo sarebbe stato ieri), in (attenzione, rullo di tamburi) TRE QUARTI D'ORA. Entrati in ospedale alle sette e mezza, parto alle otto e un quarto. Incredibile. Incredibile. Una vera vergogna.
Ebbene, questi fortunelli hanno chiamato la bambina "Ginevra". Ma... qual era il "secondo" nome, quello nell'accoppiata finale, quello che compare sempre nelle frasi tipo "eravamo incerti fino alla fine tra A e B, poi abbiamo scelto B"? Qual era questo secondo nome?
Gervasa.
Io ancora non ci credo. Sospetto in uno scherzo. Ma, a quanto pare, non avevano affatto l'aria di scherzare, mentre ne parlavano a mia moglie (che, dallo sforzo per mantenere un'espressione imperturbabile, stava partorendo sul momento).
Mi sono subito fiondato su Internet: non esiste praticamente nessuna Gervasa assurta agli onori dell'immortalità digitale, se non una fantomatica "Gervasa Gatti", citata qui in questi termini:
"Gervasa Gatti, arsa il 35 Novembre 1657: aveva posto davanti alla casa del duca Aurelio Peocio uno scorpione masticato perchè peste lo cogliesse."
Volevano dare alla propria bambina il nome di una strega che il 35 novembre tentò di appestare Peocio con uno scorpione masticato, non so se rendo l'idea.
Ma... se Gervasa era arrivata al ballottaggio finale, significa che Gervasa ha vinto N confronti con altrettanti nomi femminili, vero? Quindi, quando vedranno Anna, nei loro cervelli potrebbe farsi strada un pensero simile a "Anna, bleah, uno dei nomi che abbiamo scartato per primo!"...
Ma come l'avrebbero chiamata nella vita di tutti i giorni? Gervy? Gerry?
14 aprile 2003
Nisba
Monitoraggio stamattina. Il limite dei 6cm cubi di liquido amniotico, al di sotto del quale si induce il parto, è ben lontano dall'essere raggiunto: siamo a 12, infatti. "Mi scusi, ci può confermare che sia una femmina?" "Mh, vediamo... sì, dovrebbe essere una femmina, il problema è che è un po' schiacciata contro la parete uterina...". Insomma, ancora non siamo sicuri, dannazione! "E come la chiamate?" "Anna" "Ma come, Anna? E la madre Annalisa???" "Ehm, sì".
Ma porca miseria: nessuno chiama mia moglie "Anna", e quindi per noi "Anna" ed "Annalisa" sono due nomi diversissimi! Ma è così difficile da capire? Eppure in quanti soffocano a fatica il "mh, bella cagata che state facendo" quando apprendono come si chiamerà la bambina. Sicuramente avranno ragione loro, ovvio. Ahò, ma chissenefrega.
La luna piena è prevista per il 16, mercoledì notte. "Eccolo che salta fuori con un'altra cagata", dirà qualcuno. Ebbene sì, devo ammettere che quella che pensavo fosse una fola degna del più bieco oscurantismo si è rivelata, nel caso di Alessandro, una legge infallibile. Il giorno in cui è nato il mio primo figlio, una domenica mattina, dopo una notte di luna piena, ne sono nati altri 20 (quando la media, negli altri giorni, è sui 7). E le ostetriche assicuravano che ogni volta è così: a cavallo del plenilunio le placente si scatenano. Quindi temo che anche il mio secondo figlio sarà un "moonstruck"...
Ma forza, che non ce la faccio più!
Monitoraggio stamattina. Il limite dei 6cm cubi di liquido amniotico, al di sotto del quale si induce il parto, è ben lontano dall'essere raggiunto: siamo a 12, infatti. "Mi scusi, ci può confermare che sia una femmina?" "Mh, vediamo... sì, dovrebbe essere una femmina, il problema è che è un po' schiacciata contro la parete uterina...". Insomma, ancora non siamo sicuri, dannazione! "E come la chiamate?" "Anna" "Ma come, Anna? E la madre Annalisa???" "Ehm, sì".
Ma porca miseria: nessuno chiama mia moglie "Anna", e quindi per noi "Anna" ed "Annalisa" sono due nomi diversissimi! Ma è così difficile da capire? Eppure in quanti soffocano a fatica il "mh, bella cagata che state facendo" quando apprendono come si chiamerà la bambina. Sicuramente avranno ragione loro, ovvio. Ahò, ma chissenefrega.
La luna piena è prevista per il 16, mercoledì notte. "Eccolo che salta fuori con un'altra cagata", dirà qualcuno. Ebbene sì, devo ammettere che quella che pensavo fosse una fola degna del più bieco oscurantismo si è rivelata, nel caso di Alessandro, una legge infallibile. Il giorno in cui è nato il mio primo figlio, una domenica mattina, dopo una notte di luna piena, ne sono nati altri 20 (quando la media, negli altri giorni, è sui 7). E le ostetriche assicuravano che ogni volta è così: a cavallo del plenilunio le placente si scatenano. Quindi temo che anche il mio secondo figlio sarà un "moonstruck"...
Ma forza, che non ce la faccio più!
13 aprile 2003
Ancora niente
Insomma, il week-end si è quasi concluso, e il fattaccio non si è verificato. Poco fa abbiamo terminato di vedere l'ultima puntata dell'ottava serie di Friends (che avevo registrato mercoledì scorso) nella quale Rachel partorisce la sua bambina, dopo circa 21 (dicansi ventuno) ore di travaglio. Ho posato gli occhi sulla panzona che mi sedeva accanto sul divano, ed ho avvertito una curiosa sensazione di capogiro, come se vedessi nella televisione un'inquadratura di me mentre guardo una televisione che mostra una inquadratura di me mentre guardo una televisione...
Domattina primo monitoraggio. Il successivo tra due giorni, e così via, fino a quando, tra due settimane, faranno nascere la bambina con ogni mezzo (pugni, calci, ricatti).
E' bello diventare (bi) papà!
Insomma, il week-end si è quasi concluso, e il fattaccio non si è verificato. Poco fa abbiamo terminato di vedere l'ultima puntata dell'ottava serie di Friends (che avevo registrato mercoledì scorso) nella quale Rachel partorisce la sua bambina, dopo circa 21 (dicansi ventuno) ore di travaglio. Ho posato gli occhi sulla panzona che mi sedeva accanto sul divano, ed ho avvertito una curiosa sensazione di capogiro, come se vedessi nella televisione un'inquadratura di me mentre guardo una televisione che mostra una inquadratura di me mentre guardo una televisione...
Domattina primo monitoraggio. Il successivo tra due giorni, e così via, fino a quando, tra due settimane, faranno nascere la bambina con ogni mezzo (pugni, calci, ricatti).
E' bello diventare (bi) papà!
11 aprile 2003
Passi da gigante e cappelli di paglia
E con oggi siamo a meno 2. Lunedì ci dovrebbe essere il "go live". Immancabilmente, come è successo per Alessandro, il parto comincerà invece la mattina del sabato per concludersi domenica, mandando a catafascio il week-end.
Mh... questi blog hanno una scadenza, vero? Non capiterà a mia figlia, tra vent'anni, di leggere che la sua nascita ha mandato a catafascio il week-end del padre, vero?
Consoliamoci con questo fiero possessore di un cappello di paglia, che ha pensato bene di ostentarlo sulla cappelliera (quale posto migliore?) della sua macchina.
E con oggi siamo a meno 2. Lunedì ci dovrebbe essere il "go live". Immancabilmente, come è successo per Alessandro, il parto comincerà invece la mattina del sabato per concludersi domenica, mandando a catafascio il week-end.
Mh... questi blog hanno una scadenza, vero? Non capiterà a mia figlia, tra vent'anni, di leggere che la sua nascita ha mandato a catafascio il week-end del padre, vero?
Consoliamoci con questo fiero possessore di un cappello di paglia, che ha pensato bene di ostentarlo sulla cappelliera (quale posto migliore?) della sua macchina.
10 aprile 2003
Ma è vita?
Premesso che al peggio non c'è mai limite, non posso comunque evitare di chiedermi "ma cosa ci faccio in un posto simile?".
.
Ma quanto è squallida Milano quando piove, e sei chiuso in macchina da quaranta minuti per completare il tuo percorso di venti chilometri che ti porta al lavoro? Quanto?
Allora mi immagino seduto ad una scrivania di legno, la pipa nel palmo della mano, confortato dal calduccio di un caminetto pacceso, con una tazza di té caldo fumante accanto, in una calda stanza di legno di una baita di legno sulle rive di un laghetto nel Maine, con la pioggia che batte contro l'enorme vetrata dalla quale si scorge la barchetta legata al piccolo molo in legno, davanti ad una macchina da scrivere meccanica d'epoca, intento a completare l'ultimo capitolo del mio nuovo romanzo di successo. Si può essere più felici di così?
Ma chi devo ammazzare per tramutarmi in Stephen King? Chi? Chi???
Premesso che al peggio non c'è mai limite, non posso comunque evitare di chiedermi "ma cosa ci faccio in un posto simile?".
.
Ma quanto è squallida Milano quando piove, e sei chiuso in macchina da quaranta minuti per completare il tuo percorso di venti chilometri che ti porta al lavoro? Quanto?
Allora mi immagino seduto ad una scrivania di legno, la pipa nel palmo della mano, confortato dal calduccio di un caminetto pacceso, con una tazza di té caldo fumante accanto, in una calda stanza di legno di una baita di legno sulle rive di un laghetto nel Maine, con la pioggia che batte contro l'enorme vetrata dalla quale si scorge la barchetta legata al piccolo molo in legno, davanti ad una macchina da scrivere meccanica d'epoca, intento a completare l'ultimo capitolo del mio nuovo romanzo di successo. Si può essere più felici di così?
Ma chi devo ammazzare per tramutarmi in Stephen King? Chi? Chi???
09 aprile 2003
Scherzo da nerd
Qui potete, riempiendo un semplice modulo, costruirvi un indirizzo URL che spedirete al vostro amichetto preferito. Costui lo aprirà e, sorpresa delle sorprese, si vedrà apparire una pagina WEB riportante la notizia che il suddetto è stato arrestato in quanto masturbatore seriale, o molestatore di pecore, o facezie del genere (ecco un esempio).
Da spanciarsi dalle risate, insomma.
Qui potete, riempiendo un semplice modulo, costruirvi un indirizzo URL che spedirete al vostro amichetto preferito. Costui lo aprirà e, sorpresa delle sorprese, si vedrà apparire una pagina WEB riportante la notizia che il suddetto è stato arrestato in quanto masturbatore seriale, o molestatore di pecore, o facezie del genere (ecco un esempio).
Da spanciarsi dalle risate, insomma.
08 aprile 2003
Pot-pourri
Vista stamattina, sulla solita strada verso il lavoro.
Pace, UNICEF e Francia. Un applauso alla buona volontà, ma... ho il sospetto che se avesse avuto più spazio ci avrebbe messo anche quella della Ferrari e quella della contrada del Bruco :-)
Vista stamattina, sulla solita strada verso il lavoro.
Pace, UNICEF e Francia. Un applauso alla buona volontà, ma... ho il sospetto che se avesse avuto più spazio ci avrebbe messo anche quella della Ferrari e quella della contrada del Bruco :-)
07 aprile 2003
Pedalare comodi
Non sono mai stato quel che si dice "un cicloamatore": dopo un utilizzo selvaggio della bicicletta "da cross" (la mitica Saltafoss! a proposito, e chi sono questi? usurpatori!) durante l'infanzia, dall'adolescenza fino alla maggiore età mi sono limitato ad usare una vecchia bicicletta (quella di mio padre!) per andare da casa a scuola. Dal momento in cui ho finalmente avuto la patente, ho appeso la bicicletta al chiodo (anzi, ad un gancio della cantina di casa dei miei, dove tuttora riposa).
Senonché, da quando ho scoperto che Alessandro va matto per i giri in bicicletta, ho cominciato a pedalacchiare con quella di mia moglie. Una "city-bike" (come si dice adesso) da donna, comperata tre anni fa. Avevo notato che, nonostante la mancanza totale di allenamento "pedalatorio", i tre o quattro chilometri percorsi ogni giorno non avevano provocato il famigerato effetto "spada nel deretano", eternato da Fantozzi.
Sabato scorso mi sono quindi comperato una mia bicicletta. Una "city-bike" da uomo, ovviamente. Ebbene, già dopo il primo chilometro ho capito che le cose erano cambiate drasticamente...
Qualcuno mi deve spiegare il perché dei seguenti dogmi:
1) la bicicletta da donna deve avere un sellino comodo e soffice, mentre in quella da uomo deve essere una forma di legno da calzolaio ricoperta di tessuto nero.
2) la bicicletta da donna ha la canna piegata, in modo che sia facile salirci sopra senza dover alzare troppo la gamba, mentre in quella da uomo la canna deve essere dritta, e chi se ne frega se per salirci devi produrti in un ventrale alla Giacomo Crosa
3) la bicicletta da donna ha le manopole del manubrio lievemente piegate verso il ciclista, in modo da garantirgli una pedalata confortevole ed in posizione lievemente eretta. La bicicletta da uomo le ha invece disposte in linea retta, obbligando il ciclista a piegarsi in avanti in posizione alla Gino Bartali dei poveri.
Come prima contromossa, ho deciso che andrò a comperarmi un sellino modello Garelli Vip4.
Non sono mai stato quel che si dice "un cicloamatore": dopo un utilizzo selvaggio della bicicletta "da cross" (la mitica Saltafoss! a proposito, e chi sono questi? usurpatori!) durante l'infanzia, dall'adolescenza fino alla maggiore età mi sono limitato ad usare una vecchia bicicletta (quella di mio padre!) per andare da casa a scuola. Dal momento in cui ho finalmente avuto la patente, ho appeso la bicicletta al chiodo (anzi, ad un gancio della cantina di casa dei miei, dove tuttora riposa).
Senonché, da quando ho scoperto che Alessandro va matto per i giri in bicicletta, ho cominciato a pedalacchiare con quella di mia moglie. Una "city-bike" (come si dice adesso) da donna, comperata tre anni fa. Avevo notato che, nonostante la mancanza totale di allenamento "pedalatorio", i tre o quattro chilometri percorsi ogni giorno non avevano provocato il famigerato effetto "spada nel deretano", eternato da Fantozzi.
Sabato scorso mi sono quindi comperato una mia bicicletta. Una "city-bike" da uomo, ovviamente. Ebbene, già dopo il primo chilometro ho capito che le cose erano cambiate drasticamente...
Qualcuno mi deve spiegare il perché dei seguenti dogmi:
1) la bicicletta da donna deve avere un sellino comodo e soffice, mentre in quella da uomo deve essere una forma di legno da calzolaio ricoperta di tessuto nero.
2) la bicicletta da donna ha la canna piegata, in modo che sia facile salirci sopra senza dover alzare troppo la gamba, mentre in quella da uomo la canna deve essere dritta, e chi se ne frega se per salirci devi produrti in un ventrale alla Giacomo Crosa
3) la bicicletta da donna ha le manopole del manubrio lievemente piegate verso il ciclista, in modo da garantirgli una pedalata confortevole ed in posizione lievemente eretta. La bicicletta da uomo le ha invece disposte in linea retta, obbligando il ciclista a piegarsi in avanti in posizione alla Gino Bartali dei poveri.
Come prima contromossa, ho deciso che andrò a comperarmi un sellino modello Garelli Vip4.
04 aprile 2003
Aiuto!
E chi sono questi???
Mi sono trovato questo fogliaccio nella casella delle lettere, questa mattina. Devo confessare che mi ha inquietato. Sembra il delirio di un pazzo, il tipo di volantino che la polizia di Portland o di Houston, nei thriller americani, rinviene sul luogo del delitto. Dalla scansione forse non si nota, ma il foglietto ha contorni grossolani, non fa parte di una serie di volantini stampati: è sicuramente stato tagliato a mano, con le forbici. Insomma, sembra proprio sia stato fatto apposta per me...
Secondo me è uno degli operai della strada che ho sfregiato ieri in bicicletta!
Il sito segnalato, http://messaggidivinasapien.freeweb.org/, era stranamente raggiungibile fino a poco fa. Adesso ho provato a riaprirlo... e non si apre più. Ho fatto in tempo a vedere una homepage ugualmente sconclusionata, con messaggi divini ed anatemi catastrofici, ma quando ho tentato di aprire una delle pagine elencate nell'indice, il sito è sparito.
Secondo me l'han messo in linea apposta per individuare il mio indirizzo IP: ora che l'hanno ottenuto, mi distruggeranno! Dovessi trovarmi due tracce di pneumatici di bicicletta come sfondo del desktop, comincerò a cercare una nuova casa...
E chi sono questi???
Mi sono trovato questo fogliaccio nella casella delle lettere, questa mattina. Devo confessare che mi ha inquietato. Sembra il delirio di un pazzo, il tipo di volantino che la polizia di Portland o di Houston, nei thriller americani, rinviene sul luogo del delitto. Dalla scansione forse non si nota, ma il foglietto ha contorni grossolani, non fa parte di una serie di volantini stampati: è sicuramente stato tagliato a mano, con le forbici. Insomma, sembra proprio sia stato fatto apposta per me...
Secondo me è uno degli operai della strada che ho sfregiato ieri in bicicletta!
Il sito segnalato, http://messaggidivinasapien.freeweb.org/, era stranamente raggiungibile fino a poco fa. Adesso ho provato a riaprirlo... e non si apre più. Ho fatto in tempo a vedere una homepage ugualmente sconclusionata, con messaggi divini ed anatemi catastrofici, ma quando ho tentato di aprire una delle pagine elencate nell'indice, il sito è sparito.
Secondo me l'han messo in linea apposta per individuare il mio indirizzo IP: ora che l'hanno ottenuto, mi distruggeranno! Dovessi trovarmi due tracce di pneumatici di bicicletta come sfondo del desktop, comincerò a cercare una nuova casa...
03 aprile 2003
Forrest Gump
Dietro casa mia stanno costruendo una nuova strada. Ieri sera, verso le nove circa, tornavo in bicicletta col bambino sul seggiolino quando, adocchiato il cavalletto che blocca l'accesso al marciapiede appena costruito, mi son detto "mh, proviamo a percorrerlo? ma sì, yuppi!" e, spostato il cavalletto, mi sono lanciato all'avventura. La strada è parecchio lunga, ma soprattutto i fanali non sono ancora accesi. Quindi, ben presto, mi sono trovato a pedalare nella penombra. "Guarda, Alessandro, bello, eh?", urlacchiavo felice come un beota. Senonché, ad un certo punto, ho sentito che il fruscio dei tubolari era cambiato. Non più un leggero "frrrr" ma un liquido "frrrscccc"... ma soprattutto, pedalare era diventato decisamente più difficile.
Di botto, quando oramai avevo percorso quasi del tutto la strada, la rivelazione mi ha fulminato: il cemento era ancora fresco, solo all'inizio si era già indurito! Balzando indietro di vent'anni, quando ti accorgevi di averla fatta grossa e scappavi sperando che nessuno ti beccasse, ho fatto dietro-front (piantando un piede a terra, e penetrandovi per tre buoni centimetri). Con le orecchie basse, mormorando "rapidamiente, rapidamiente" come Abatantuono in Marrakesh Express sono tornato indietro, osservando con raccapriccio il solco che avevo tracciato all'andata.
Questa mattina, quando sono uscito di casa in macchina per andare al lavoro, passando davanti agli operai ho fatto finta di cercare qualcosa sotto il sedile.
Dietro casa mia stanno costruendo una nuova strada. Ieri sera, verso le nove circa, tornavo in bicicletta col bambino sul seggiolino quando, adocchiato il cavalletto che blocca l'accesso al marciapiede appena costruito, mi son detto "mh, proviamo a percorrerlo? ma sì, yuppi!" e, spostato il cavalletto, mi sono lanciato all'avventura. La strada è parecchio lunga, ma soprattutto i fanali non sono ancora accesi. Quindi, ben presto, mi sono trovato a pedalare nella penombra. "Guarda, Alessandro, bello, eh?", urlacchiavo felice come un beota. Senonché, ad un certo punto, ho sentito che il fruscio dei tubolari era cambiato. Non più un leggero "frrrr" ma un liquido "frrrscccc"... ma soprattutto, pedalare era diventato decisamente più difficile.
Di botto, quando oramai avevo percorso quasi del tutto la strada, la rivelazione mi ha fulminato: il cemento era ancora fresco, solo all'inizio si era già indurito! Balzando indietro di vent'anni, quando ti accorgevi di averla fatta grossa e scappavi sperando che nessuno ti beccasse, ho fatto dietro-front (piantando un piede a terra, e penetrandovi per tre buoni centimetri). Con le orecchie basse, mormorando "rapidamiente, rapidamiente" come Abatantuono in Marrakesh Express sono tornato indietro, osservando con raccapriccio il solco che avevo tracciato all'andata.
Questa mattina, quando sono uscito di casa in macchina per andare al lavoro, passando davanti agli operai ho fatto finta di cercare qualcosa sotto il sedile.
02 aprile 2003
Macchine apocalittiche
Come dicevo qualche giorno fa, ogni tragitto casa-lavoro in macchina mi riserva sempre fantastiche sorprese...
Come dicevo qualche giorno fa, ogni tragitto casa-lavoro in macchina mi riserva sempre fantastiche sorprese...